C’è una bellezza selvaggia nelle cose vere.
Spesso si pensa che il matrimonio debba essere "perfetto".
Ma la perfezione è statica, non respira. Io preferisco la verità: una cravatta allentata,
i capelli scompigliati dal vento, le mani che tremano durante lo scambio degli anelli.
In questo scatto non c’è posa. C’è vita.
Scelgo di documentare i vostri momenti così come sono, perché tra vent'anni
non vorrete ricordare quanto eravate "belli in foto", ma quanto eravate felici, vivi e spontanei.
L'imperfezione è il cuore del mio racconto.