MADAGASCAR
21°00'38.07″S 45°42'10.78″E 

L’ottava meraviglia:
Tra giganti e spiriti

Il Madagascar non è un’isola, è un continente sospeso nel tempo, un frammento di terra rossa staccatosi dal mondo per conservare segreti che altrove sono andati perduti. Come fotografo, qui non scatti immagini: cerchi di catturare l'anima di una terra che ti guarda con gli occhi dorati di un lemure.

Il primo scatto che resta impresso è quello dei Baobab. Quando la luce del tramonto bacia l'Allée des Baobabs, ti rendi conto che la tua inquadratura non basterà mai a contenere l'eternità. Sono radici che puntano al cielo, monumenti di una vegetazione aliena che domina una terra color ruggine. E poi ci sono loro, i lemuri: gli spiriti della foresta. Inquadrarli mentre saltano tra i rami è come cercare di fotografare un soffio di vento; i loro sguardi curiosi e ipnotici sembrano interrogarti, chiedendoti cosa ci faccia tu lì con quel pezzo di vetro e metallo tra le mani.

Sangue e polvere: La tradizione della battaglia

Documentare la battaglia dei galli è stata l'esperienza più cruda e vibrante. In quel cerchio di polvere, l'aria diventa densa, elettrica. Senti l'odore del sudore, della terra smossa e della tensione. È un momento di cultura viscerale, dove il tempo si ferma e l'obiettivo deve essere veloce quanto il battito d'ali degli animali. È una danza brutale e orgogliosa, dove la dignità degli uomini si riflette nella forza dei loro campioni, un rito che affonda le radici in una storia millenaria di scommesse e onore.

Il Madagascar entra nel tuo rullino attraverso i sensi. L’aria odora di vaniglia e ylang-ylang, una fragranza dolce che contrasta con il fumo dei fuochi accesi nei villaggi. La cucina è un racconto di sopravvivenza e sapore: il sapore ferroso della carne di Zebu, la densità del Romazava consumato intorno a una tavola di legno, il riso che accompagna ogni gesto. Ogni pasto è un momento di comunione, un’occasione per abbassare la macchina fotografica e diventare parte della tribù.

Polvere rossa, profumo di vaniglia e sguardi millenari. In Madagascar ogni scatto è un incontro tra lo spirito dei lemuri e il cuore dell'uomo.

Il Madagascar ti cambia perché ti toglie il superfluo. Ti insegna che la povertà può convivere con una ricchezza interiore che brilla più del sole tropicale. Ti lascia addosso la polvere rossa, quella che non va via nemmeno dopo mille lavaggi, e il ricordo di un sorriso malgascio che, nella sua semplicità, ha risolto ogni tuo dubbio sulla composizione perfetta.

Perché il Madagascar mi ha cambiato

KENYA

BRASILE

COLOMBIA

MARRAKECH

COSTARICA